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Eco '92 in dirittura d'arrivo, ultime ore per un accordo - Giuseppina Ciuffreda
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Eco ’92 in dirittura d’arrivo, ultime ore per un accordo

Ultime trattative al Vertice della Terra a meno di 48 ore dalla chiusura. In discussione ancora la dichiarazione sulle foreste e i fondi per la protezione ambientale

RIO DE JANERIO Per quanto riguarda i due documenti base del vertice, la Dichiarazione di Rio è stata chiusa nell’incontro  preparatorio  di  New York e l’Agenda XXI, che   deve essere firmata dai capi di governo, è in dirittura diarrivo. Il quadro è questo:

Clima. La convenzione è stata firmata da 42 paesi. Per essere operativa sono necessarie 50 firme. E’ frutto di un compromesso Cee-Usa. Gli Stati uniti avevano chiesto un testo senza impegni precisi né  sulla  riduzione dei gas-serra né sulle date. Malesia e India hanno annunciato che non firmeranno per rappresaglia contro gli Usa. Che ora hanno un piano in cinque punti che prevede fondi per ricerche  sul  cambiamento  del  clima e 25 milioni di dollari per aiutare i paesi  in  via di  sviluppo a stabilizzare le emissioni. Svizzera e Austria hanno deciso di stabilizzare i gas-serra sui valori   1990   entro  il 2000, ma nessuno ha raccolto la proposta. L’Italia con Ruffolo ha riproposto la carbon tax con una novità, devolvere una percentuale dall’1 al 3% ai paesi in via di sviluppo.

Biodiversità. Firmata da 41 paesi in teoria è già operativa. Nei fatti mancano le firme dei paesi che hanno più interessi nel settore, Usa e Giappone. La Gran Bretagna dovrebbe firmare. Un accordo Gran Bretagna-Usa su clausole aperte favorirebbe il sì di George Bush. La proposta Usa prevede una struttura internazionale e ricerche orientate da un comitato scientifico cui parteciperebbe l’Unep, il programma Onu per l’ambiente. La convenzione in realtà non piace a nessuno. Nella riunione di Nairobi, infatti, per ottenere la firma degli Usa, il testo è stato cambiato in modo tale da scontentare i paesi del Sud, senza soddisfare gli americani.

Foreste. Il contenzioso è ancora aperto. Non si è potuti arrivare a Rio con una convenzione per l’opposizione netta dei paesi del Sud del mondo. Il gruppo G77, capifila Brasile e Malesia. Lo scontro su commercio e sovranità nazionale sulle risorse è andato avanti negli ultimi due giorni. Una decisione era prevista ieri sera.

Finanze. Il  testo base sui  soldi necessari a finanziare i programmi previsti dall’Agenda XXI è stato firmato dopo un negoziato tormentato. Non sono stati fissati né l’entità dei fondi né i meccanismi di gestione. E’ comunque il primo accordo che prevede cosa il Nord deve assumersi per fermare il degrado ambientale. E in qualche   modo   riconosce   il  debito ecologico che i paesi ricchi  hanno con il Sud del mondo, il testo prevede infatti risorse finanziarie per  i paesi in via di sviluppo. La proposta principale in discussione è l’utilizzo dello 0,7% del Pnl dei paesi sviluppati fatta dalla Francia (l’Italia è d’accordo) che ieri doveva essere discussa dalla Cee. Lo scontro più forte è su quale organismo gestirà i fondi.

Dichiarazione di Rio. Originariamente era prevista una Carta della Terra, un testo di intenti comuni degli stati, che riconosceva i diritti della terra. Nel Prepcom di New York non, c’è stato accordo nemmeno sui principi. Per cui la Carta è diventata la: Dichiarazione di Rio in 27 punti. Nonostante questo nel vertice si è tentato più volte di rimetterla in discussione. L’ultima volta giovedì.

Agenda XXI. Le azioni positive degli stati per il XXImo secolo sono raccolte  in 40  capitoli, 28  sono bloccati dal contenzioso finanziario, 4 sono stati approvati. Il capitolo che riguarda la protezione dell’atmosfera è osteggiato dai paesi arabi, perché prevede iniziative per scoraggiare l’utilizzo del petrolio. Gli Usa hanno invece obiezioni sulle disposizioni che riguardano il litio radioattivo. La strategia Usa è chiara: nessun vincolo imposto da accordi internazionali ma autoregolamentazione, vale a dire piani pensati a Washington su cui riversare i fondi negati alle convenzioni. Anche il G77 non vuole vincoli per la sovranità nazionale degli stati del Sud e punta a mantenere il possesso delle risorse. E’ evidente, che sui punti di maggiore scontro, il punto di vista economico-politico prevale su quello ambientale. Che invece è strettamente legato a soluzioni efficaci per la povertà nel mondo.

Il manifesto 13 giugno 1992


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