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Trasformazioni silenziose - Giuseppina Ciuffreda

Trasformazioni silenziose

Come si passa da una fase storica a un’altra? Teorie, tante sin dall’antichità. Negli ultimi due secoli il mutamento viene legato all’innovazione tecnologica o alla lotta di classe e si pensa persino a un’evoluzione conclusa con il trionfo del capitalismo, salvo piccole variazioni. Poca attenzione ai mutamenti del contesto culturale che tiene insieme intere epoche. Non sono evidenti e non provocano effetti immediati ma le ere nuove nascono da nuove visioni del mondo. Le transizioni sono lunghe e aggrovigliate e la rottura spesso non è chiara nemmeno agli storici futuri: i secoli XIV e XV secondo Johan Huizinga declinano l’autunno del Medioevo mentre per Jacob Burckhardt raccontano gli albori del Rinascimento.
L’Occidente ha conquistato il resto del mondo, e continua a farlo, attraverso la tecnologia, l’economia, il commercio e la guerra ma la cultura che ha sostenuto la sua egemonia manifesta crepe profonde. Altri saperi e bisogni pressano il pensiero unico: l’Oriente e il Sud del pianeta, l’ecologia, la cura, la condivisione…L’Oriente non è solo “Orientalismo”, ideologia dell’imperialismo, ancora ben viva, che nega valore all’altro da sé per colonizzarlo e saccheggiarlo. Nel suo testo classico Edward Said usa la letteratura per cogliere lo stereotipo negativo creato dall’Occidente, in particolare dai vittoriani. Vero, ma è solo un aspetto. L’India, “il gioiello della Corona”, per i commercianti e i militari inglesi lì sepolti fu per più di tre secoli “la casa”. Impiegati della Compagnia delle Indie, i “Moghul bianchi”, adottarono costumi e perfino religioni indiane (William Dalrymple, 2002); funzionari linguisti di talento tradussero i testi dell’induismo senza denigrare gli indiani contemporanei; la Società Teosofica diffuse nel mondo filosofie e religioni dell’India lottando anche per l’indipendenza del paese: Annie Besant, leader dell’associazione, fu il primo presidente del Partito del Congresso. Nell’immaginario vittoriano viveva inoltre una fascinazione profonda per il mondo delle “Mille e una notte ” e per quel Medioevo resuscitato da Carlyle, Peguin, Ruskin, Morris e Burne-Jones, epoca di Crociate armate e d’incontri culturali con il nemico. Rinnovati nell’Ottocento con l’approdo in Europa da tutto l’Oriente colonizzato di pratiche e idee che avranno un seguito, dal vegetarianesimo all’agricoltura organica, alla meditazione un’estrema concentrazione verso altre dimensioni: il nirvana, la realtà oltre il velo di Maya, lo stato alfa. Da allora il contatto Est-Ovest si è accentuato. Il Dalai Lama e i neuroscienziati si confrontano sulla natura della mente, Krishnamurti e il fisico quantistico David Bohm, dialogano sull’illuminazione improvvisa che avrebbe la capacità di cambiare anche le cellule del cervello. Per la prima volta milioni di occidentali praticano forme di yoga, meditano e credono nella reincarnazione e nel karma. Osservano il mondo oltre gli schemi della Ragione, pensano che la vita sia una scuola per l’anima e la morte solo un passaggio verso la prossima incarnazione, in cui si dovrà rispondere di ogni azione compiuta nella precedente.