Giuseppina, cinque anni dopo

Non può essere, no.. Cinque anni? Sono già passati cinque anni dalla sua morte? La prima reazione é di incredulità…

 Il senso del Tempo si é così scompaginato negli ultimi anni (sarà un effetto collaterale della vecchiaia che avanza?), ma soprattutto negli ultimi mesi, che diventa difficile tener traccia cronologica degli eventi, ammassati in un gomitolo complicato da srotolare..

Tanto più che il Covid, tra le molte cose delle nostre vite che ha buttato per aria, ha scombussolato anche la nostra cognizione del Tempo:il lockdown di cinque mesi vale cinque anni,o forse più…il Futuro é sospeso,la tanto invocata ‘normalità’ non si presenta all’appello, si intuisce che non c’é più un PRIMA a cui tornare,ma un DOPO da inventare insieme..    

E allora,il primo pensiero che mi viene in mente é: ma cosa avrebbe detto,cosa avrebbe scritto Giuseppina di questo ‘salto quantico’ cui il virus ci ha sottoposto?Immagino i suoi pensieri, l’analisi che avrebbe fatto, magari nella sua rubrica “Ambiente Viziato” su Il Manifesto, oppure in un libro nato dalle sue riflessioni durante il lockdown…

Ed ecco che la MANCANZA, il peso di un’ ASSENZA irremediabile, si fanno più duri in periodi di cambiamenti epocali come questo. Più acuto si fa il bisogno di persone come lei, capaci di ‘fotografare la realtà’con sguardo lucido, rigoroso,coraggioso.

 E soprattutto capaci di immaginare e costruire un Futuro diverso, davvero sostenibile. Attività in cui Giuseppina- che si definiva non a caso un’UTOPISTA CONCRETA- eccelleva sia a livello professionale (come testimoniano libri e scritti) sia a livello umano,come noi amiche fedeli ben sappiamo.

A me personalmente manca anche la compagna di percorso spirituale, tra le poche in grado di vivere la spiritualità non come fuga dal mondo ma “come opportunità di trasformazione per milioni di persone verso un’era spirituale”.  Ricerca vissuta mettendo insieme cuore e cervello,passione e ragione, senza pie illusioni e cedimenti alla deriva irrazionale.

Tutte due amavamo molto una frase di Don Tonino Bello, cui ci ispiravamo quotidianamente: “A coloro che mostrano i segni del Potere, dobbiamo mostrare il Potere dei Segni.”

Chissà cosa avrebbe letto,Giuseppina,in questo immenso, invisibile e pur tanto possente Segno che ci é piombato addosso, questa pandemia che ancora una volta ci ha sbattuto in faccia il principio cardine dell’ecologia:TOUT SE TIENT..

Il suo sguardo profetico, tanto simile a quello di Alex Langer (il cui 25esimo anniversario della morte era il tre luglio scorso) , tuttavia, non é stato spento dalla fine della sua esistenza terrena. Forse abita altri cieli ed altri spazi.

Di sicuro abita i nostri cuori.

 Grazia Francescato

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